giovedì 22 maggio 2008

rapimenti austriaci

Leggo dal solito blog che mi piace, questa spiegazione su come sia nata la leggenda metropolitaa dei rom che rapiscono i bambini. Lei, la blogghista, l'ha sentita ad un convengo sulle minoranze rom in Lussemburgo, dove pare siano fortissime.
Dice un anonimo studioso che ai tempi da Maria Teresa d'Austria, il "problema rom" era molto forte. L'Imperatrice, allora, cercando di prendere due piccioni con una fava, decise che sterminare i rom uccidendoli faceva brutto, ed esisteva un metodo più semplice: togliere i bambini. In questo modo, in due-tre generazioni, i rom sarebbero scomparsi.
I bambini rom venivano quidi presi alle famiglie d'origine e "donati" a nobildonne, magari con qualche problema di sterilità.
Ovviamente, la cosa non veniva fatta alla luce del sole, e nessuno sapeva - almeno in apparenza - che il bebè della nobilfamiglia era in realtà un bambino rom. I genitori rom, però, non erano molto contenti, come è facile immaginare: individuata la famiglia a cui era stato dato il loro figlio, cercavano in ogni modo di riprenderselo, arrivando ovviamente al rapimento.
Così pare.

giovedì 1 maggio 2008

"Sono un alcolizzato. Sono un tossicomane. Sono un omosessuale. Sono un genio."


Ho scoperto Truman Capote, che è il signore poco poco inquietante che vedete nella fotina qui sopra.
L'ho scoperto con un libro, che si chiama "L'arpa d'erba", e che è meraviglioso.
Già solo il concetto dell'arpa d'erba è fantastico: l'arpa d'erba è quella che racconta tutte le storie di un paese, è l'erba che cresce nella prateria appena fuori dal villaggio e si muove, con il vento.
Le storie di paese sono piccole, e si incrociano.
E l'arpa d'erba racconta sopratutto le storie degli emarginati, dei broder-line, di questo gruppo di gente che rifiuta ed è rifiutata dalla società di un'America di boom di primo '900 e si rifugia - più o meno casualmente, più o meno consciamente - su di una casa su un albero.
Hanno tutte le età, sono emarginati perchè considerati pazzi, o troppo all'antica, o troppo soli, o troppo neri. Sono zingari, sono orfani, sono schiavi, sono portatori di una saggezza dolce che è fin troppo scomoda.
Non è un romanzo di formazione, anche se alla fine ognuno di loro uscirà cambiato da questa esperienza. Non è un romanzo di formazione perchè è una foto seppiata.
E' un'istantanea che dura qualche settimana, ma i cui personaggi sono fissi nel loro essere diversi, nel loro essere Altro.

Copincollo da qui, che è un bellissimo blog, e questo nanetto mi sembrava un sacco carino.

"A lussemburgo i vecchi del circolo curiel mi raccontavano che quando erano arrivati loro nel secondo dopoguerra, il partito comunista era vietato e andavano di notte a vendere l’unità di nascosto davanti ai turni degli italiani che entravano nelle acciaierie.

per il primo maggio era vietato manifestare e allora si davano appuntamento in centro, una rosa rossa appuntata sul bavero della giacca e si muovevano in silenzio in un’ unica direzione, fingendo che fosse casuale."

Buon Primo Maggio.