lunedì 7 maggio 2007

"Quando a Spoleto abbiamo cantato le voci dei morti..."

In risposta al post dell'AmicaE.

Io, i miei genitori, tutt'e due, li hanno fatti, gli anni '70. Che non sono il '77, ché nel '77 già stavano a pensare di mettere su famiglia. Sono proprio gli anni '70, il '71, il '72, il '73 ed il '74. Il divorzio e l'aborto. La scuola pubblica. L'indipendenza Stato-Chiesa. Il diritto al lavoro. Il diritto alla memoria.

E io e la Sorella siamo le uniche ad essere venute su bene, da genitori che hanno fatto gli anni '70.

Che io ne conosco, di figli di quelli degli anni '70, perchè è la mia generazione. E anche se sto dove ce n'è poca, di gente che è o che è mai stata compagna, un po' li vedo.

E vedo 15enni di buoni sentimenti, la cui madre era del PCI e poi ha capito che sbagliava. E ora è sposata con un fascista, vota Forza Italia e va a messa tutte le domeniche.
Vedo 15enni il cui padre continua ad essere di sinistra, ma dell'educazione si occupa
la madre e a tavola non si parla. E questi 15enni qui mi dicono, quando tento di spiegare in un'ora buca cosa sia il comunismo, "ma non è mica una brutta idea!". Eh. Karl ringrazia.
Vedo 15enni che si vantano di un albero genealogico immacolato, che da quando esiste la figura servo esiste la sua famiglia, e tutte le lotte di classe lui le ha fatte. E che dice: "Io sono comunista, ma contro il potere costituito non si può andare".
Vedo 15enni che mi dicono "come mi piacerebbe essere come te.." "Come me come?" "Come te, avere utopie, essere sicuri di quello che si dice".
Vedo 15enni i cui genitori hanno fatto gli anni '70, e ancora votano rifondazione. E che la figlia femmina il sabato sera non esce, e le assenze non si fanno neanche per motivi importanti, e in manifestazione non ci si va.
Mi ricordo di gente che il cane non lo educava perchè è sbagliato togliergli la sua natura di cane.

Allora io mi sono lentamente convinta che io e mia Sorella siamo un po' un caso a parte, un po' le uniche che siano cresciute bene, dai genitori degli anni '70.
Però mi sono convinta anche di questo: che il problema è che gli anni '70 non sono mai finiti veramente.
Che hanno iniziato ad esserci le bombe, e le Br, e manifestazioni sempre meno e paura sempre di più.
Ma non c'è mai stato qualcuno che abbia detto Stop, basta, finito.
E tutti hanno aspettato che ritornasse qualcosa. Hanno aspettato, per i luuunghi anni '80, con i figli che crescevano davanti alla televisione mentre loro guardavano il tramonto rosso che era l'unica cosa rossa che potessero vedere.
Poi ci sono stati gli anni '90, ma loro erano troppo incantati a vedere il tramonto rosso per accorgersi che era cambiato decennio. Sono scesi in piazza, così, en passant, per poi ritornare a piangersi addosso.
Poi c'è stato il G8.
E il G8 ha fatto da spartiacque. Ci sono quelli che se ne sono accorti, che qualcosa stava tornando. Ci sono quelli che sono andati in vacanza perchè con il casino meglio non essere qui. E poi cercavano disperatamente i giornali italiani per sapere cosa stesse succedendo. E continuavano a non capire, dalle Seychelles, da Parigi, dai villaggi turistici egiziani.
Quelli che si sono svegliati c'erano, in manifestazione. O tiravano acqua dalle finestre. O aprivano i portoni. Alcuni guardavano giù e vedevano i loro figli, ed erano anche orgogliosi, però poi, quando tronavano a casa, gli si fa il mazzo "perchè che spavento mi hai fatto prendere".
Quelli che erano in manifestazione hanno continuato ad esserci, negli anni dopo, contro Berlusconi, i tre milioni a Roma e tutte quelle cose lì. E i pullman speciali, e i treni speciali e dormire sull'erba al circo massimo lamentandosi che il fisico non è mica più quello di una volta.
E mentre erano in manifestazione si guardavano intorno. Ed erano loro, tanti. E giovani, abbastanza. E vecchi, qualcuno. E anche dei bambini, ogni tanto.
Poi si accorgevano, però, che i loro figli non c'erano.
I giovani di sinistra oggi sono i figli dei genitori di destra. Per scostarsi.
Perchè se hai un genitore di sinistra le strade sono due: o diventi menefreghista o diventi disobbediente.

Perchè gli anni '70 funzionavano. Più o meno perfettamente. E questa perfezione, quelli che ne sono usciti, se la sono portata dietro. E noi figli dei figli degli anni '70 siamo educati stalinisticamente, con solidi principi morali, a cui mai e poi mai, fino ai 14 anni, ci verrebbe mai in mente di sgarrare. Poi si devnta adolescenti. E vorrai mica essere come i vecchi, come i tuoi? Devi staccarti. E se ti stacchi da una perfezione utopica il risultato non può essere perfetto.

Allora è questo il problema. Che da sempre i figli si staccano dai genitori, ed è giusto. Ma adesso non c'è più un obbiettivo verso cui andare, una meta. Perchè la loro, quella degli anni '70, comprendeva tutto. La lotta di classe. La rivoluzione. L'uguaglianza, la fratellanza e la libertà. Tutto. Non ci è rimasto più niente, perchè loro volevano darci troppo.

Ma hanno fatto bene. Io sono contenta, di questo, e mai mi sognerei di rinfacciarlo a qualcuno.

E l'unica cosa che devono fare è insegnarci a trovare i nostri di obbiettivi, e non il metodo per farlo. Perchè il metodo cambia, nell'era informatica.
Questo è quello che non hanno fatto.
Perchè i vecchi c'erano, negli anni '70. C'erano gli ex partigiani, come al Festival delle Due Culture di Spoleto, quando i cadetti volevano picchiare i cantanti sul palco, che intonavano "O Gorizia".
Ma in galleria, p'cato, c'era il partigiano Saetta, con tutto quello che rimaneva della sua banda. E, p'cato, sono volate giù un po' di sedie, sulle teste dei cadetti che intonavano Faccetta Nera. Non tante, sedie. Abbastanza perchè i cantanti potessero andarsene da teatro. E sempre Saetta li ha poi portati via dall'albergo, i cantanti, perchè con i fascisti non si può mai sapere. E hanno passato una notte all'aperto che tanto, lui, era abituato.
E' questo che i nosri (non i miei) genitori non hanno mai fatto.
Non sono mai stati il nostro servizio d'ordine, perchè noi, Noi, potessimo individuare un obbiettivo e raggiungerlo.

sabato 5 maggio 2007

Un po' di genialerrime note da www.notedisciplinari.it

"Il bidello entra ripetutamente in classe, incitato dagli alunni della III B, chiedendo "Può uscire..." e nomina ogni volta nomi come: Alighieri Dante, Peppe Parini, Ciccio Petrarca. Alla mia risposta "è morto!" scoppia in pianto."

"L'alunno G.V. urla nomi di frutta associati ai vari banchi. Al grido del nome della frutta si alzano i compenenti del banco corrispondente, al grido di "MACEDONIA" si alzano tutti gli alunni, al grido di "FRULLATO" si alzano tutti e si cambiano di posto. Si chiede la convocazione del consiglio di classe straordinario. Il Prof. A.N."

"L'alunno Cl****te fa finta d perdere la sua lente a contatto mobilitando tutta la classe alla ricerca di essa. purtroppo il professore scopre troppo tardi che l'alunno aveva gli occhiali."

"Constato allibita che D'Alessi mangia di nascosto una coscia di pollo arrosto"

"Alla mia domanda sul perchè fossero comparsi dei baffi sulla foto del Cristo posta in classe, l'alunno B. risponde che si tratta certamente di un miracolo."

"Francesco F. scherzando con i compagni si è ammanettato alla lavagna. Marina D***** ha gettato le chiavi delle manette dalla finestra e le stesse non sono più state trovate.La lezione è tuttora sospesa nell'attesa che il tecnico del laboratorio riesca a liberare il ragazzo.Ore 11.25"

"L'alunno N**** durante la gita presso il mobilificio Oriani,si addormenta nei letti in vendita"

"Felletti è stato trovato dalla bidella addormentato nei servizi maschili.Sottolineo alla presidenza che era steso a terra, sotto i lavandini, con un cuscino probabilmente portato da casa."

"La classe ha un comportamento non adeguato: tossisce ogni volta che si pronuncia il numero 24. Questo comportamento è già stato notato e rimproverato verbalmente nella lezione del 20/10/06"

lunedì 30 aprile 2007

Recensione: Le vite degli altri

Non è un giallone, ma se qualcuno vuole vederlo magari la recensione non la legga, che un po' di suspàns c'è.

Dunque.
C'è la DDR.
E c'è la Stasi.
E c'è un tipo con gli occhi enormi e azzurri che lavora alla Stasi, e fa gli interrogatori, e non fa dormire la gente e dice tutti i trucchetti per capire se uno sta mentendo o no e per conservare l'odore dell'inquisito così i cani possono cercarlo.
Poi c'è il suo capo, con una classica faccia da crucco, che prima ti sta più simpatico, perchè è più elastico e alla mano, ma poi no.
Poi c'è il Ministro della Cultura che è il classico sovietico laido.
Poi c'è un autore di teatro che legge legge legge ed è bello poco no, anche.
Poi c'è la sua tipella, attrice, che tutto il film ruota sulla sua bellezza ma lei è orribile poco no.
Poi basta, per ora.

C'è che il tipo della Stasi con gli occhi azzurri va a vedere lo spettacolo dello scrittore bello in cui recita l'attrice orribile. E il tipo della Stasi dice al suo capo: "Me, quello scrittore lì, mica mi convince". E il suo capo gli ci dice: "Ma va', sopsettoso, che è uno che glorifica il socialismo e non ci dà mai fastidio". Poi il capo viene chiamato dal Ministro che gli ci dice di tenerlo sotto controllo, quello scrittore lì, perchè a lui mica lo convince. E il capo dice Sissì, lo pensavo anch'io, e inizia a starti antipatico.
Allora vanno a casa dello scrittore e gli ci mettono tutti i microfoni perchè lo scrittore compie 40 anni e frequenta gente che sarebbe meglio non frequentasse, tipo un regista che non può più dirigere o un autore che è in costante controllo.
Però lo scrittore è babbo veramente. E non succede niente. E niente. E niente. E lui continua a scrivere queste cose che esaltano la DDR e ad essere amico dei dissidenti, ma mai che li appoggia.
Nel frattempo il tipo dagli occhi azzurri è sempre lì ad ascoltarlo e a spiarlo, lui e l'atticetta. E si appassiona a questa vicenda, perchè scopre che l'attricetta si fa di psicofarmaci e viene ricattata dal Ministro che le chiede prestazioni sessuali una volta a settimana in cambio della sua protezione.
E il tipo con gli occhi azzurri è così preso, ma così preso dalla situazione che una volta che vede tornare la macchina del Ministro con l'attricetta dentro fa contatto con i fili e fa suonare il citofono allo scrittore, che scende e vede tutto.
Nel frattempo, il regista che non è più regista si suicida e allo scrittore si muove tutto dentro e viene preso dal Sacro Fuoco dell'Indignazione, e suona la Suonata per gli uomini buoni, che è l'ultimo regalo del regista, e poi scrive un pezzo sul tasso di suicidi nella DDR che non viene calcolato. E va dal suo amico dissidente che gli dice ci vediamo fuori, ci vediamo furi che qui è controllato.
E lo scrittore gli ci dice Ma perchè, fuori che fa freddo, ci vediamo da me. E' controllato. No, non lo è. Sì, lo è. No, non lo è. Sì, lo è. Ok, facciamo la prova.
Viene lo zio del dissidente dalla Germania Ovest e dice, in casa dello scrittore, che farà passare suo nipote al di là del muro nascondendolo sotto il sedile. La cosa è che ovviamente non lo fa: se lo perquisiscono vuol dire che c'erano i microfoni in casa, se no è tutto a posto. Il problema è che a sentire tutto c'è il tipo con gli occhi azzurri che nel frattempo è diventato buono, oh com'è diventato buono dopo aver sentito la Suonata per gli uommini buoni. E allora dice, vabbe', per questa volta lo faccio passare, e così lo scrittore è convinto di non avere microfoni in casa sua.
E inizia a scrivere pezzi, e ad essere in contatto con la gente della Germania Ovest, finchè il tipo della Germania Ovest gli porta la macchina da scrivere nuova perchè così il pezzo non si può confrontare con la sua, e lo scrittore scrive il pezzo e poi nasconde la macchina sotto il parquet, che secondo me era un nascondiglio che si vedeva benissimo e cigolava anche quando ci passavi sopra.
Nel frattempo, il tipo con gli occhi blu è sempre lì ad ascoltare e a fare rapporti finti, perchè è diventato buono.
Finchè l'attricetta smette di andare con il Ministro, che la fa prendere dalla Stasi e le fa dire che potrà continuare a recitare solo se confessa che è stato lo scrittore a scrivere il pezzo sui suicidi. E lei dice Sì sì, è stato lui. Ma la Stasi non trova le prove, quindi bonci.
Ma il capo, che a quel punto ha capito tutto, chiama il tipo dagli occhi blu e gli dice di interrogarla lui, l'attricetta.
Allora il tipo dagli occhi blu le fa l'interrogatorio. E lei dice dov'è, quetsa macchina da scrivere.
E in ottomila vanno a prendere la macchina da scrivere.
E la macchina da scrivere non c'è, perchè il tipo dagli occhi blu, che è diventato buono, oh com'è diventato buono, l'ha tolta prima che arrivasse la perquisa.
Ma l'attricetta non la sa, questa cosa qua.
E quando vede la Stasi scappa in strada. E secondo me ci si butta lei volontariamente, sotto al camion. Secondo gli altri no, la travolge e basta.
Ma io la odiavo talmente tanto, lurida delatrice, che mica mi è dispiaciuto che morisse. E anzi, se si è suicidata ci fa anche una figura migliore.
Quindi. Riepilogo della situazione.
Scrittore: senza fidanzata, ma a piede libero per mancanza di prove.
Tipo dagli occhi blu: buono, oh com'è buono che salva lo scrittore.
Attricetta: morta.
Capo: il capo mica è scemo, e ha capito tutto. E manda il tipo dagli occhi blu ad aprire le buste con il vapore fino alla fine dei suoi giorni.

Che non è dopo tanto, la fine dei suoi giorni. Mica perchè muore. Perchè cade il muro.

Scena successiva.
Messa in scena dello spettacolo da cui era nato tutto. Lo scrittore, preso dalla malinconia, esce da teatro e incontra il Ministro, anche lui angosciato. E il Ministro gli dice Ah, pensavi di non essere controlalto? Ma figurati! Guarda un po' in casa tua.
E lo scrittore trova tutti i microfoni. E non capisce più niente.
Allora va all'archivio della Stasi, e trova tutti i fascicoli su di lui. E vede che sono tutti finti, che dell'articolo non c'è scritto niente, niente che possa comprometterlo.
E poi trova la confessione dell'attricetta.
E poi trova il dossier finale. Che dice che la macchina non è stata trovata. E alla fine del dossier c'è una macchia rossa. Che è la macchia rossa che rimaneva sulle mani quando si metteva via la macchina da scrivere.
E allora capisce.
Capisce che è stato HGW XX/7, che è il nome in codice del tipo dagli occhi blu, a salvarlo.
E va a trovarlo. E HGW XX/7 fa il postino.
E lui gli si avvicina. Poi cambia idea.
E scrive un libro che si chiama, indovinate un po', Suonata per gli uomini buoni. E che è dedicato ad HGW XX/7.

Titoli.
Fine.

Io ci do 8/9. Perchè la storia è bella, i peronsaggi anche e gli attori pure.
Però è buonista.
Urgh, quanto è buonista.

domenica 22 aprile 2007

Palamazda

Per il panino al prosciutto.
Per il panino al salame.
Per il pacchetto di wafer.
Per l'orrida merendina.
Per la mela.
Per le due banane.
Per tovagliolo, bicchiere, forchetta e coltello.
Per tutto questo, che ci è stato fornito al nostro arrivo dai Compagni Operai in un elegante sacchetto di plastrica su cui apporre il proprio nome.
Per i Compagni Operai istessi.
Per gli spogliatoi traformati in camerini.
Per le prove negli spogliatoi trasformati in camerini.
Per il folle partigiano E.
Per l'Amica Immaginaria che le ci piace uno che io ho guardato e ho detto: "E' piccolo".
Per la tamborra lasciata a casa.
Per il sound check non fatto.
Per l'ansia degli attori.
Per l'ansia nostra.
Per noi che usciamo alle 18.00 e c'è già la fila davanti ai cancelli.
Per noi che abbiamo i volantinatori e i Modena che si vendono le loro magliette.
Per il violinista tamarro dei Modena che ci sorride.
Per il fisarmonicista calabro che ci lascia l'aperitivo pagato il 28 per C'est la guerre.
Per lo stesso fisarmonicista calabro che ti dice: "Eh, io il martedì sono a scuola." "Insegna?" "No, ci vado!"
Per l'Amica Immaginaria che dà del lei al fisarmonicista calabro perchè ci si trova.
Per il fonico che l'avremmo ucciso.
Per i Compagni Operai che non ci fanno fare il sound check ma ci portano la birra aggratis per consolazione.
Per le mille mila persone falciate dal leggio perchè mia sorella mi scrive il messaggio "correte!" e mancano ancora ottantadue pezzi.
Per la mia prof che arriva e non doveva arrivare.
Per il partigiano E. che sta rintanato nel camerino perchè odia il rumore.
Per la groupie PF ed il fotografo A. che sono stati mille mila ore in camerino con noi.
Per l'audio che saltava.
Ma poi è saltato anche ai Modena, ha-ha.
Per tutto questo, e per tutto quello che mi sono dimenticata.
Io faccio teatro.
E lo faccio in Gramsci29.

venerdì 20 aprile 2007

Quel genio di Vonnegut

"Nel sistema solare c'è un pianeta i cui abitanti sono talmente scemi da non accorgersi, per un milione di anni, dell'esistenza dell'altra metà del piantea. Se ne sono accorti solo cinquecento anni fa! Solo cinquecento anni fa! E dire che si danno reciprocamente dell'Homo sapiens!"

mercoledì 11 aprile 2007

Burocratia

Circolare Numero 1: I professori che si devono trasferire dalla succursale in sede si devono spostare durante la ricreazione.

Circolare Numero 2: I cancelli di sede e succursale devono restare chiusi tra le 10.30 e le 11.00

Circolare Numero 3: Le lezioni terminano alle 10.40 e riprendono alle 10.55

Circolare Numero 4: Le porte di sicurezza e/o comunicanti con altri edifici scolastici non sono utilizzabili.

Il prof L. deve uscire alle 10.40 da succursale per arrivare alle 10.55 in sede a fare lezione, come scritto nella Circolare Numero 1.
Il prof L. trova, alle 10.40, il cancello chiuso, come scritto da Circolare Numero 2.
Se anche trovasse il cancello della succursale aperto alle 10.40, il prof L. non potrebbe entrare in sede fino alle 11, come da Circolare Numero 2.
Il prof L. alle 10.55 deve essere in classe, come da Circolare Numero 3.
Il prof L. deve obbligatoriamente utilizzare i cancelli principali, come da Circolare Numero 4.

Conclusioni:
- il prof L. prova a scavalcare il cancello (tenendo il registratore sulla testa) per uscire da succursale e il cancello per entrare in sede e viene, entrambe le volte, ripreso ufficialmente dalla Presidenza.
- il prof L. prova a passare dalle porte comunicanti con la Scuola Media e viene ripreso dalla Presidenza, questa volta della Scuola Media stessa.
- il prof L. arriva in ritardo di 10 minuti nella classe della sede e viene ripreso dalla Presidenza.

Comma 22.

giovedì 29 marzo 2007

Un'astuta conversazione

Premessa numero 1: io sto leggendo i Canterbury Tales. Leggendo mentre mangiavo pasta al pomodoro, suddetta pasta è caduta sui suddetti Canterbury Tales, coin consegunte effetto splatter di pagine sgommat'e' sangue.
Premessa numero 2: M.M. è idiota.
Dialogo.

Io racconto dei miei Canterbury Tales.
M.M.: "Ma è per quello che riesci a leggere così tanto.. Leggi mentre mangi!"
Io: "Mica sempre, solo quando sono da sola.. Di solito leggo la sera"
M.M.: "Eh, anch'io leggo la sera... Tutte le sere tranne il sabato, perchè è troppo tardi"
Io: "Sì anch'io il sabato tendo a non leggere, se no poi faccio veramente tardissimo"
M.M.: "Poi io già mi addormento, leggendo.."
Io sorrido di circostanza
M.M.: "Sai, a volte non ci riesco neanche, a finire la pagina"
Io: "Be', sì dipende quanto hai letto..."
M.M.: "No, sai, io leggo una pagina al giorno... Ma fronte retro!"
Io impallidisco e cerco disperatamente qualcosa da dire.
M.M.: "Però l'ultimo libro di Moccia no, quello mi ha proprio preso"
Io: "Ah sì?"
M.M.: "Sì, sì, l'ho finito solo in due mesi!"

giovedì 22 marzo 2007

Il delirio del prof C.

Oggi il prof C. ha ricominciato a parlare.
Aveva smesso, non perchè fosse diventato muto, ma perchè era scoppiato un po' di casino. Ma oggi no.
Oggi ha ricominciato.
Allora io tento una trascrizione artistica del suo delirio odierno.
Va letta con forte accento ciociaro ("aò" intercalare compreso). Il lessico è fedele.

"E ora vogliono ammettere i talbeani al tavolo delle trattative (incipit ex abrupto. Si stava parlando di fasci di circonferenze) . I talbeani! Dico, quelli che decapitano la gente! Cosa potranno mai insegnarci? (A tagliare la testa alla gente, of course. E cosa, se no?) Vi sembra giusto ammetterli al tavolo delle trattative? Rispondete! (Invito al dialogo)"

Risponde titubante il Compagno F.
Compagno, sì, ma un po' tanto ingenuo. Dice timidamente che, magari, si può trovare una mediazione culturale.

"Mediazione culturale? Ah! Ma con quelli... quelli cacciano i leoni! Lo sai, no? Con la lancia, e lo scudo, partono e dicono Belin, vado ad ammazzare i leoni così sono il più forte della tribù! (Sì, prima stava parlando dei talebani. Ma i cambi di soggetto sono frequenti. E poi, sempre negri sono, no?) Lo sai, vero, che ammazzano i leoni con le lance solo per dimostrare la forza? Così diventano capi del villaggio. E i leoni, i leoni mica li attaccherebbero, i villaggi. Ma loro li ammazzano lo stesso. (Noi, invece, abbiamo mandrie di mucche inferocite che invadono le città. Per questo le uccidiamo.)

E poi dicono che gli extracomunitari vanno ospitati! E secondo voi chi paga?
(Un po' di sano populismo, che non fa mai male)
Perchè loro (indiscriminato, si suppone gli sporchi negri) non hanno le fogne! Secondo voi in Kenya hanno le fogne? No! E vogliono venire qui! (A distruggere le nostre, di fogne) Sapete com'è fatto un villaggio dalle loro parti? Allora. C'è una fila di capanne da una parte. Una dall'altra. In mezzo una cosa, una via, tipo, tipo via XX settembre (via XX settembre, perchè in Kenya festeggiano la Breccia di Porta Pia) E questa via non è sgombra, no! E' piena di merda. E i bambini ci giocano, ci giocano dentro. Dico, prendi degli alberi e fai delle tavole, se proprio vuoi buttarla lì. Tanto alberi ne hai, no? (Le famose foreste della savana) E loro no, non ci arrivano!

Sapete cosa mi ha detto un missionario? Era stato giù, da loro, per un po' di tempo. E aveva

visto che loro stavano chinati così, con la schiena, per raccogliere quella roba che mangiano (grano, orzo, cereali, quelle robe che mangiano gli sporchi negri, insomma) Allora tutte le volte quest'uomo gli diceva di piegarsi sulle gambe, che se no gli (ai negri) venivano le malattie alla schiena. E loro niente, testardi! E vorrebbero venire qui...

Che poi ogni tanto, quando vanno a cacciare il leone, trovano qualche fucile che gli ha lasciato lì qualcuno
(non so, un qualche europeo che era andato a cacciare leoni, per esempio) e si mettono a sparare così, per divertimento, e si ammazzano tra loro. Lo fanno spesso, sapete? (Mica come noi occidentali, che mai e poi mai ci verrebbe in mente di ammazzarci tra di noi)


Capite che con questi non si piò discutere. Mica hanno la nostra concezione del mondo. Capite, se io sto discutendo con uno che ha la mia cultura, ci discuto. Ma se arrivano questi... Mica fanno gli stessi ragionamenti. Vivono in un altro mondo, non possiamo interagire.
(Un bel muro in Siberia, che ne dite? Così non ci sono più problemi).

E poi se chiedi di chi è colpa, ti dicono che è colpa degli americani!
(Trattandosi di Africa, massimo massimo degli europei, ti dico) Ma gli americani... Gli americani sono gli unici che gli portano qualcosa. Non so, due sacchi di farina (per tutto il Kenya), le coperte... (con il vaiolo, questa l'ho già sentita).

Perchè loro non ci arrivano, a svilupparsi. Cioè, se io non ho niente e vedo un camion, inzio a pensarci, no? Loro invece: Belin, c'è una cosa con le ruote... Chissà cos'è... Mica ci provano a costruirla!
(Perchè io vedo un camion, prendo del fango e del legno e me lo costruisco, con pistoni, candele e marmitta. Eh.)

E tutti questi che dicono.. Bisogna ospitarli!
(I camion?) Sono uguali a noi... Ma che uguali! Lo capite o no che sono indietro? Che poi magari uno preso così, singolo, ci riesci anche a parlare. Ma tutti! Tutti no! Che poi creano la malavita... Sapete chi crea la malavita? Quelli che vendono fazzoletti ai semafori, ecco chi sono! (Perchè con i fazzoletti, si sa, si fanno le molotov).
Allora, quelli che dicono che sono uguali a noi, sapete cosa sono? Sono degli stupidi, sono! E questa, questa è la Dittatura del Relativismo! La Dittatura del Relativismo vuol dire che una torta di merda può essere buona perchè a me sembra tale. Ma no! Un torta di merda fa schifo comunque!

E li
(indeterminato) vorrebbero al tavolo delle trattative.. Ma vi sembra possibile?"

lunedì 19 marzo 2007

Ah.
Mangia fragole, anche se stona con il colore delle sue spine.
E soffre il solletico, ché se glielo fate sulla pancia un po' di volte di seguito poi si arriccia tutto.
Del resto, è un riccio.
Io volevo un capro espiatorio.
Ma il capro non c'era.
Allora ho addottato un riccio. Viola.
Il riccio viola espiatorio.

domenica 18 marzo 2007

Recensione: Il povero Piero




Chiamo alla biglietteria della Corte per chiedere se ci sono ancora biglietti per lo spettacolo "Il povero Piero" di Achille Campanile della sera stessa. Mi risponde una tipa: "Sì sì, ce n'è". "E' meglio se vengo prima?" "No, no, non si preoccupi, ce ne sono quanti ne vuole!".
Come dire: fa schifo.
Se era il mio, di spettacolo, la uccidevo.
Decidiamo (io, la Talpa, la Sorella, l'Attrice Bionda e rispettivo fidanzato A.), ciononostante, di andare.
A loro non è piaciuto tanto. A me sì.

Intanto, è una compagnia di mille mila persone, veramente troppissime. Tipo 20.
La scenografia era orribile. Brutta proprio. Con le pareti azzurre, il piano inclinato con i segni di scòc che si vedevano per terra, i divani e i pouf annicinquanta che sembravano recuperati dalla discarica.
E il primo tempo anche, non è che mi sia piaciuto molto. Intanto, perchè non mi piaceva la recitazione. E poi perchè era una robina così, con un bel testo, dei giochi di parole carini, dei quiquoqua divertenti ma niente di che.
E poi c'è la fine primo tempo.
E poi c'è il secondo tempo. Che inizia uguale, anzi, forse peggio, perchè le battute sono meno divertenti.
E poi inizia a essere delirante. Sempre di più, sempre di più. E cinico.
Tipo una scena in cui loro stanno cantando ed entra una tipa ottocentesca. E dice: "Dovete annunicare Mariellina". "Ma Mariellina è un'altra commedia". "Ah! Scusate". Mi ha fatto ridere un sacco.
E poi, improvvisamente, l'orrida scenografia crolla.
Crolla apposta, eh. Ma tu non te l'aspetti. Vengono giù tutte le pareti. E appare un'attrice che spiega che, insomma, a lei questa scelta di regia non piace mica tanto, ma cosa volete, il regista è il regista e mica si può contestare.
Poi rinizia lo spettacolo.
E appaiono i tre re magi e l'omino Michelin fatto con i pneumatici, proprio.
E un operaio arriva dall'alto su di un carrello trasportatore.
Poi c'è il corteo con tutti gli attori. Poi finisce.
Così.
Forse non rende tanto l'idea di quanto, ma quanto, ma quanto fosse surreale. Ma lo era. E a me il surreale così piace tanterrimo.
Tipo Monty Python, ecco.

sabato 17 marzo 2007

La lettera è arrivata.
E' arrivata anche la risposta.
E due ore e quarantacinque di telefonata.
Ma io mica ho capito, in realtà.
Allora aspetto a vedere com'è la prossima volta che ci vediamo, ecco.

mercoledì 14 marzo 2007

lunedì 12 marzo 2007

Omino

E improvvisamente torno, e altrettanto improvvisamente con una questione solo e soltanto personale.
Dunque.
Come voi tutti ormai saprete, visto che tutti conoscete la Nessie (;-)), io ho detto addio all'Omino (sapete quello strano essere che ogni tanto si aggirava in mia compagnia e che tutti tranne forse il G. dovreste aver visto almeno una volta? Ecco, lui.).
Ed è stata una roba molto triste, dirgli addio, perchè a me non andava che finisse proprio così.
E tutti mi direte, ma se addio gliel'hai detto tu. E io vi dirò avete anche ragione, però è perchè stavo male da due settimane e mi sembrava uan buona soluzione.
Ed è andata che io gli ho scritto questa lettera, e gliel'ho mandata e gli sarebbe arrivata lunedì, però non gli ho scritto nessun messaggio per due giorni e lui se l'è data, che stava succedendo qualcosa, e mi ha chiamato e mi ha detto cosa c'è e gli ho detto che gli arrivava la lettera e lui mi ha detto dimmi cosa c'è scritto e io gli ho detto no no e lui mi ha detto dai ti prego e io alla fine gliel'ho mandata anche via mail, la lettera.
Allora poi mi ha richiamato, e abbiamo pianto tutt'e due un sacco (cioè, io un sacco, lui un po', quanto gli permetteva il suo machismo, ecco), anche se per due motivi diversi.
E poi mi sono messa a pensare, dopo che gli ho detto che non ci saremmo rivisti mai mai più.
E ho pensato che io, trascinata dalla disillusione pessimistica femminista, non ho neanche provato a cambiarlo, l'Omino.
Che funzionava che io gli dicevo cosa non andava per me, lui mi diceva cosa non andava per lui e tutto rimaneva come prima, perchè nessuno dei due spingeva l'altro a fare qualcosa. E da parte sua è normale, che è maschio.
Ma da parte mia ho realizzato che forse no.
Che io vedendo utte voi blogghiste che dite che a cambiare gli uomini non si riesce e tutte queste cose qui, io non ci ho neanche provato.
E mica me ne ero resa conto, eh.
E allora ho pensato che magari gliela potrei anche dare, un'altra possibilità, e provarci, a cambiarlo. Che se non funziona sono sempre in tempo a scriverne un'altra, di lettera d'addio, ché mi riescono anche bene.
Allora io aspetto una settimana, che così non sembra che non posso vivere senza di lui che infatti così non è, e poi gli mando questa strillettera teribbile, che l'ho iniziata ieri, sono già a cinque pagine e ho ancora mille robe da scrivergli. E vedo come va. Se magari gli serve. Se magari è un uomo che fa eccezione.
Ma sicuramente serve a me. Che se no mi rimane questo cruccio che non ci ho neanche mai provato.

A voi vi sembra tanto una brutta idea?


(Mentra stavo per postare mi è venuto in mente che l'Omino ce l'ha, il mio indirizzo di blog. E che allora lo potrebbe leggere, questo post qui. E che se lo legge tutto ciò non funziona. Però mi è anche venuto in mente che in sette mesi che ci conosciamo lui il mio blog non è mai mica andato a leggerlo, quindi non vedo perchè dovrebbe farlo ora. E che se ci va adesso vuol dire che gli manco troppissimo, e quindi il suo machismo non gli permetterà mai di ammettere di aver visto questo post. E quindi io posto lo stesso).

mercoledì 14 febbraio 2007

Catalogo delle nefandezze viste o setite quest'oggi, giorno di San Valentino, nell'ottima scuola

Un peluche dimensioni reali di un panda con un cuore.




Un peluche di Spongebob con un fiore in mano.


Un mazzo di fiori finti (giuro!)





Tre rose rosse e una bianca (mazzo unico)



Un Cupido di porcellana (no comment)





Ottantamila collanine con cuori e nomi e robine così.




Un anello di quelli seri, non di quelli che si vincono nelle palline di plastica. Che la tipa stava facendo cadere nel lavandino e io ho riso tantissimo.


E poi l'ottima frase. "Io odio San Valentino. Del resto, per chi è innamorato, è San Valentino tutti i giorni!". Ho commentato, ad alta voce, in piena lezione di greco Ossantoddio. La prof mi ha guardato male. Poi ha riso.

sabato 10 febbraio 2007

Nuova storiella scolastica


Io sono tre giorni che non vado a scuola. Però di nanetti ne ho lo stesso. E vado ora a raccontare della Pessima Seconda Superiore.

La Pessima Seconda Superiore è la classe che fa ginnastica con noi. Perchè la mia scuola funziona che ha due palestre più una per succursale, che fanno quattro in tutto. Però la palestra di una delle due succursali è in condivisione con una scuola media, e quindi a volte gli orari non funzionano. E allora facciamo ginnastica in tre classi e due palestre. Che, in teoria, dovrebbe essere a giro, ma in pratica il prof della terza classe è un marine(s) che fa fare le flessioni su un braccio solo battendo le mani e urlando, quindi nessuno si azzarda a condividere la palestra con lui. E io sono anche contenta, perchè la sua classe io la conosco tutta, ed è la summa di tutti i miei compagni di elementari e medie più scemi. Ah, e anche la mia vecchia squadra di basket, c'è, in quella classe lì.

E così ci tocca fare ginnastica con la Pessima Seconda Superiore. Che è pessima lei come classe, ma ancor più pessimo è il prof.
Il prof è uno che, dopo 5 mesi che ci faccio ginnastica insieme, non ho ancora capito come si chiami.
E c'è questo nanetto qua, su questo prof qui.

C'è che, alla nostra palestra, si arriva o dalle scale dai piani sopra, o dalla porta del parcheggio. Che però si apre solo da dentro, perchè è un maniglione antipanico.
Allora, le prof che posteggiano e non hanno voglia di farsi le scale antincendio per arrivare al portone, stanno lì e bussano finchè qualcuno apre. Ultimamente, hanno messo questa cosa geniale del campanello luminoso. Cioè, non suona, ma si accendono due luci, una in corridoio e una in palestra, così si va ad aprire.
Ecco.
Noi siamo lì che facciamo educazione fisica con questo prof che non so come si chiami, e non stiamo neanche facendo niente, sta organizzando le squadre. E io vedo la luce che si accende.
E gli dico: "Prof, c'è qualcuno fuori, può andare ad aprire?"
E lui mi dice: "No."
Io lo guardo con aria interrogativa.
E lui mi dice: "Non posso lasciarvi soli".
Ah, dimenticavo. Fuori c'è il temporale più temporale della storia, con i lampi che fanno crack crack, proprio, e i tuoni che si sente il rimbombo nei muri.
E io gli dico: "Allora posso andare io, ad aprire?" che non mi sembrava carino lasciare qualcuno fuori, con un tempo così.
E lui mi dice: "No."
Io lo guardo ancora più interrogativa.
E lui mi dice: "Ci sono i bidelli. E' il loro lavoro, no? Noi dobbiamo farne altri, di lavori. Io devo insegnare e tu devi studiare. Vadano loro."
Intanto: studiare?!? Sto facendo educazione fisica. Cioè. Non è che se vado ad aprire la porta - che, vorrei sottolineare, si trova a due metri dalla palestra, non ci metto mica tanto - mi perdo una qualche spiegazione basilare.
E poi i bidelli mica è vero che ci sono. Perchè quel piano lì, quando hanno assegnato i bidelli ad ogni piano, se lo sono dimenticato. Allora lì dovrebbe starci il bidello R., che era il pizzettaro, finchè poteva, ma il bidello R. deve stare anche al piano terra, quindi fa un po' e un po'. Mica detto che ci sia.
Be', comunque, mica mi ha fatto andare ad aprire. E poi, quando è finita l'ora, che siamo tornati in classe e passiamo davanti alla sala professori, io ho visto una tipa fradicia, ma fradicia che non si può dire, con i capelli tutti che colavano. E io penso di saperlo, il perchè.

Ecco.
Questo è il prof della Pessima Seconda Superiore.
Che, dal canto loro, sono una classe di invasati.
C'è la tipa con le mésc bionde su capllei neri.
Ci sono tre anoressiche.
C'è il ragazzo più brutto del mondo.
C'è Gimmi dei tre porcellini (uguale, giuro!).
C'è una tipa che cambia tipo ogni martedì.
C'è una tipa che fa ginnastica con il maglione di lana.
C'è una tipa che se non ha i pantalonicni aderenti non può fare ginnastica perchè le si raffreddano i muscoli.
E sono tutti invasati. Tutti bravissimi. Che fanno tutti gli esercizi il numero giusto di volte, che fanno i giri di corsa sempre belli larghi, e 10 proprio come ha detto il prof, che stanno in fila quando si fanno gli esercizi un po' per volta, e sempre li fanno tutti, nessuno prova a bossarsela, e se non ci riescono vanno a discutere con il prof del motivo per cui non ci sono riusciti.

Alla Pessima Seconda Superiore il prof che non so come si chiami fa fare delle cose da invasati, com'è giusto.
Il problema è che il nostro prof ogni tanto ci lascia soli con questo qua. Che vuole far fare le cose da invasati anche a noi, eh!
Allora, lui fa sempre questi giochi giochi qua.
Tipo sei squadre che vanno a tirare a canestro, e si tengono il conto loro dei canestri, e chi ne fa di più in un tot di tempo ha vinto. Ma mica ha vinto qualcosa, eh. Ha vinto e basta.
Di solito sono tre squadre noi e tre squadre loro, che mica ci mischiamo. Lui dà il via.
Loro sono sempre in fila ordinati, pronti a partire, tutti sulla linea giusta, con il piede destro più avanti pronti a ricevere la palla dal compagno.
Noi parliamo a gruppo tra di noi, e ogni tanto qualcuno se ne va in un'altra squadra, poi torna, e a volte i sono quattro palloni invece di tre, e ogni tanto ce n'è solo uno.
Poi, al via, loro scattano, e urlano, e si insultano, e si spingono, e si abbracciano quando fanno canestro e si picchiano quando non lo fanno.
Noi, neanche a dirlo, già tanto se ci andiamo con tutta calma, a canestro, e tiriamo, e recuperiamo la palla, e la passiamo a chi ha volgia di andare, anche di un'altra squadra.
Poi il prof dice stop!, e tutti si fermano prorio come sono, e subito si ricompongono nelle squadre giuste, e il prof dice quanto avete fatto, e loro urlano sette!, dodici!, ventiquattromila!, e poi il prof passa a noi che diciamo mah boh, tipo tre.
E lui guarda noi e scuote la testa, e poi guarda loro e sorride tutto paterno, e loro che dicono chi ha vinto, chi ha vinto, scusi prof chi ha vinto?

E poi, ed è la cosa peggiore, devono tornare in succursale, quando è finita l'ora. E si fanno trovare in fila sulle scale. In fila. In Seconda Superiore. Tutti a posto. Sigh!

venerdì 2 febbraio 2007

Vilipendio e disonore

Ecco. Noi siamo troppo la classe più brava. Che tutti sono contenti di venire a far supplenza da noi, e a volte ci lasciano anche scoperti, nelle ore buche, perchè tanto si fidano, e quando andiamo a prendere il vocabolario dai bidelli non ci chiedono neanche garanzie perchè si fidano, oh come si fidano.
E allora oggi avevamo un'ora buca, e in 5, quando è arrivata la supplente, eravamo giù dalle macchinette. Allora la supplente manda giù una nostra compagnia a chiamarci e quando arriviamo ci fa un po' il mazzo - ma mica tanto, eh. Giusto così, perchè era giovane, e quidni i prof giovani hanno sempre paura che succeda qualcosa, e noi ce ne stiamo sui loro mazzi blandi.
Ecco.
E questa tipa - insegnate di disegno allo scientifico, armata di cartella con orribili prismi e squadre - ci dice di fare quello che vogliamo, che lei corregge i disegni, tanto. E noi facciamo quello che vogliamo. Leggiamo. Studiamo. Ascoltiamo la musica. Scarabocchiamo sui diari. Il compagno AG legge i carmi porno di Catullo.
Finchè, a un certo punto. A un certo punto la prof alza la testa. E ci dice ma che brava classe che siete. Che già, per uno studente, è terribile, sentirselo dire. Ma a quello siamo abituati.
E poi va avanti. Va avanti e ci dice Guardate che se volete parlare un po' mica vi mangio.




Ecco.
Non è terribile, tutto ciò?

Le profezie, le profezie!

Allora, posto anch'io.
Intanto, la roba di Neville che uccide Voldemort era una profezia di famiglia. E secondo me, in più, muore.
Poi. Io le avevo già scritte. C'ho qui tutto un documento. Quindi ve le metto tutte, anche se alcune non mi ricordo mica perchè le ho fatte. E poi dico anche che non le ho fatte tutte io, ma anche lanessie, che però ha già messo le sue, e la streganocciola. E dico anche che le abbiamo fatte prima del sesto, però, quindi alcune le ho tolte (tipo, Silente non muore, avevo detto. Sigh :( )Dunque.
- Neville uccide Voldemort e, forse, muore.
- Cornelius Caramell tenta una rapina o qualcos’altro alla Gringott, che viene sventata dal fratello di Ron
- Draco si uccide sbagliando un incantesimo o viene ucciso da Dobby durante una rivolta degli elfi domestici guidata da Hermione.
- I genitori di Harry sono vivi, ma senza corpo, riprenderanno un corpo solo quando Voldemort morirà. L’unico a conoscenza del segreto è Albus Silente. Per questa profezia qua ho tutta una spiegazia. Allora. Voi vi ricordate che a un certo punto, nel quinto libro, Harry prende la carroza che lo porta a Hogwarts e vede i cavalli? E che Luna gli dice che li può vedere solo chi ha visto qualcuno morire, e che quindi lui li vede perchè è morto Cerdic davanti a lui? Ecco. Però, se i gentiori di Harry fossero morti morti, lui avrebbe già dovuto vederli, i cavalli. Per questo, dico che non sono morti.
- La McGrannit muore per far diventare Harry un Auror
- Fierobecco salva Harry o Hagrid (questa la lascio, anche se non mi ricordo più nè cosa faccia Hagrid, nel sesto, nè, del resto Fierobecco. S'addà rilegge.
- I centauri si alleano con l’Ordine della Fenice e Cassandro muore
- I dissenatori sono umani a cui è stata risucchiata tutta la felicità da altri dissenatori. Per vivere hanno bisogno la felicità altrui; alla fine si tolgono il mantello, o comunque qualcuno riesce a smascherarli, e Harry riconosce qualcuno
- Harry diventa un animagus
- Il gigantino salva Harry
- Hagrid si sposa con Madame Maxime (vale lo stesso appunto che per Fierobecco... dove ciumpa è finito Hagrid???)
- Vi ricordate gli specchi che Sirius dà a Harry alla fine del quinto, e che lui non usa, e avrebbe potuto salvarlo dalla morte? Ecco, Harry fa troppo la figura del pirla perchè questi specchi non servano dopo.

Poi mi rileggo tutto. E in particolare il sesto. E vi aggiungo le altre porfezie. Tipo quelle su Ginny, che mancano. O su Luna. E scopro che fine ha fatto Hagrid. E Lupin. E questa gente qua.